Per la legge italiana il periodo notturno è un periodo di almeno sette ore consecutive che comprende l'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino (art. 1, comma 2, lett. d del D.Lgs. 66/2003). La fascia esatta, per esempio dalle 22 alle 5 o dalle 23 alle 6, la fissa il CCNL. Anche la maggiorazione per il lavoro notturno non è di legge: la stabilisce il contratto collettivo, salvo diversa previsione del CCNL anche nessuna.
La legge invece fissa chi è lavoratore notturno, il limite di 8 ore in media, i controlli di salute e chi può rifiutare il lavoro di notte. Questa guida spiega le regole articolo per articolo e come contare le ore notturne di un turno.
Periodo notturno: quali ore sono di notte
La definizione ha due condizioni: almeno 7 ore consecutive e dentro ci deve essere tutta la fascia da mezzanotte alle 5. Sono quindi possibili, per esempio:
| Fascia | Ore | Comprende 0:00 a 5:00? |
|---|---|---|
| 22:00 a 5:00 | 7 | sì |
| 23:00 a 6:00 | 7 | sì |
| 0:00 a 7:00 | 7 | sì |
| 22:00 a 6:00 | 8 | sì |
Una fascia dalle 21 alle 4 non va bene, perché lascia fuori l'ora dalle 4 alle 5. Quale fascia vale per te lo trovi nel CCNL applicato.
Chi è lavoratore notturno
L'art. 1, comma 2, lett. e dà due definizioni:
- chi durante il periodo notturno svolge almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale;
- chi svolge durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario secondo le norme dei contratti collettivi. In difetto di disciplina collettiva, è lavoratore notturno chi svolge per almeno tre ore lavoro notturno per un minimo di 80 giorni lavorativi all'anno; il limite è riproporzionato nel part time.
Fare una notte ogni tanto non rende quindi automaticamente lavoratore notturno. Il CCNL può fissare criteri propri; senza CCNL contano le 3 ore e gli 80 giorni.
Il limite di 8 ore in media
L'art. 13, comma 1 stabilisce che l'orario dei lavoratori notturni non può superare le otto ore in media nelle ventiquattro ore. I contratti collettivi, anche aziendali, possono individuare un periodo di riferimento più ampio su cui calcolare la media. Il riposo settimanale minimo non entra nel calcolo della media quando coincide con il periodo di riferimento del CCNL (comma 4); per la panificazione non industriale la media si riferisce alla settimana lavorativa (comma 5).
Per le lavorazioni con rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali, il limite è di otto ore in ogni periodo di 24 ore, senza media (comma 3). L'elenco di queste lavorazioni è fissato con decreto ministeriale.
Un turno dalle 22:00 alle 6:00 con mezz'ora di pausa fa 7 ore e 30 di lavoro: sta sotto le 8 ore anche senza media.
La maggiorazione notturna la decide il CCNL
Il comma 2 dell'art. 13 affida alla contrattazione collettiva l'eventuale definizione di riduzioni dell'orario o di trattamenti economici per i lavoratori notturni, e fa salve le regole già presenti nei contratti collettivi anche se non concesse a titolo specifico.
In pratica:
- la legge non fissa nessuna percentuale di maggiorazione notturna;
- la percentuale, la fascia oraria a cui si applica e l'eventuale differenza tra notte occasionale e turno notturno fisso sono nel tuo CCNL;
- le percentuali che si leggono in rete appartengono a singoli contratti e non valgono per tutti.
Se fai straordinario di notte, anche la maggiorazione per lo straordinario notturno è quella del CCNL: la guida sul lavoro straordinario spiega le regole generali.
Chi non può o non deve lavorare di notte
L'art. 11 contiene un divieto e alcune esenzioni:
- Divieto: le donne non possono essere adibite al lavoro dalle 24 alle 6 dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino.
- Non sono obbligati a lavorare di notte: la lavoratrice madre di un figlio sotto i tre anni o, in alternativa, il padre convivente con lei; il genitore unico affidatario di un figlio convivente sotto i dodici anni; la madre adottiva o affidataria nei primi tre anni dall'ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il dodicesimo anno di età, o in alternativa il padre adottivo o affidatario convivente; chi ha a carico una persona con disabilità ai sensi della legge 104/1992.
- I contratti collettivi stabiliscono i requisiti dei lavoratori che possono essere esclusi dall'obbligo; l'inidoneità al lavoro notturno può essere accertata dalle strutture sanitarie pubbliche (comma 1).
Controlli di salute e passaggio al giorno
L'art. 14 mette a carico e a spese del datore di lavoro la valutazione dello stato di salute dei lavoratori notturni, con controlli preventivi e periodici almeno ogni due anni, tramite le strutture sanitarie pubbliche o il medico competente. Durante la notte il datore di lavoro deve garantire un livello di servizi e di mezzi di prevenzione o protezione equivalente a quello del turno di giorno.
Se sopraggiungono condizioni di salute che rendono inidonei al lavoro notturno, accertate dal medico competente o dalle strutture sanitarie pubbliche, il lavoratore viene assegnato al lavoro diurno, in altre mansioni equivalenti se esistenti e disponibili (art. 15). Il CCNL definisce le modalità e le soluzioni quando lo spostamento non è possibile.
Prima di introdurre il lavoro notturno, l'azienda deve consultare le rappresentanze sindacali secondo i criteri del CCNL; la consultazione va conclusa entro sette giorni (art. 12).
Come contare le ore notturne di un turno
Servono tre informazioni: l'orario del turno, la pausa e la fascia notturna del tuo CCNL. Prendi un turno dalle 22:00 alle 6:00 con mezz'ora di pausa dalle 2:00 alle 2:30.
| Fascia notturna del CCNL | Ore del turno dentro la fascia | Meno la pausa | Ore notturne |
|---|---|---|---|
| 22:00 a 5:00 | 7:00 | 0:30 | 6:30 |
| 23:00 a 6:00 | 7:00 | 0:30 | 6:30 |
| 0:00 a 7:00 | 6:00 | 0:30 | 5:30 |
Il procedimento è sempre lo stesso:
- prendi l'ora in cui il turno entra nella fascia e quella in cui ne esce;
- sottrai la parte di pausa che cade dentro la fascia (se il CCNL non retribuisce la pausa);
- somma le ore notturne di tutti i turni del mese, perché la maggiorazione si paga di solito su quel totale.
Con 3 ore o più dentro la fascia, quel turno conta anche per il test delle 3 ore dell'art. 1. Il totale del mese in ore e minuti si converte in centesimi con il convertitore minuti in centesimi: 6 ore e 30 diventano 6,50.
Cosa fa il calcolatore con i turni di notte
Nel calcolatore di ore, con la regola "Italia (D.Lgs. 66/2003)", un turno che finisce dopo mezzanotte si inserisce normalmente: scrivi 22:00 come entrata e 6:00 come uscita, e il calcolatore lo segna con "Finisce il giorno dopo". Il turno conta per intero nel giorno in cui inizia.
Quello che il calcolatore non fa per l'Italia: non ha una fascia notturna, perché la legge non ne fissa una sola, quindi non mostra la riga "Ore notturne" e non applica una maggiorazione notturna. Le ore notturne vanno contate a mano come sopra.
Quello che fa:
| Settimana (pausa di 30 min ogni notte, contratto 40:00) | Totale | Ordinarie | Straordinari |
|---|---|---|---|
| 5 notti, da lunedì a venerdì, 22:00 a 6:00 | 37:30 | 37:30 | 0:00 |
| 6 notti, da lunedì a sabato, 22:00 a 6:00 | 45:00 | 40:00 | 5:00 |
Nella seconda settimana la notte che inizia sabato alle 22:00 e finisce domenica alle 6:00 è conteggiata il sabato, e porta la settimana oltre le 40 ore.
Il calcolatore controlla anche il riposo tra un turno e l'altro. Se finisci la notte di lunedì alle 6:00 e martedì entri alle 14:00, il riposo è di 8 ore e compare l'avviso: "Solo 8 h di riposo dall'ultimo turno; la regola ne prevede 11 ore." Le 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore sono dell'art. 7, e valgono anche nei cambi turno da notte a pomeriggio. Pause, riposo settimanale e media di 48 ore sono nella guida sull'orario di lavoro.
Inserisci qui i tuoi turni:
Questo è un calcolo, non una consulenza legale. Le regole sono quelle del D.Lgs. 66/2003 nel testo vigente letto su Normattiva l'11 ottobre 2026; le percentuali dei singoli CCNL non sono riportate e gli importi sono lordi.
Domande frequenti
Qual è l'orario notturno per legge?
Un periodo di almeno sette ore consecutive che comprende l'intervallo tra mezzanotte e le cinque del mattino (art. 1 del D.Lgs. 66/2003). Dalle 22 alle 5, dalle 23 alle 6 o da mezzanotte alle 7 sono tutte fasce possibili: quella esatta la fissa il CCNL.
Chi è considerato lavoratore notturno?
Chi svolge almeno tre ore del suo lavoro giornaliero normale nel periodo notturno, oppure chi rientra nei criteri del CCNL. Senza disciplina collettiva, chi lavora almeno tre ore di notte per almeno 80 giorni lavorativi all'anno, numero riproporzionato nel part time.
Quante ore può lavorare di notte un lavoratore notturno?
Non più di otto ore in media nelle 24 ore; il CCNL può calcolare la media su un periodo più lungo. Per le lavorazioni a rischio indicate da decreto ministeriale il limite è di otto ore in ogni periodo di 24 ore.
Qual è la maggiorazione notturna per legge?
La legge non ne fissa nessuna. L'art. 13, comma 2 affida alla contrattazione collettiva le eventuali riduzioni di orario o i trattamenti economici per i lavoratori notturni: la percentuale è quella del tuo CCNL.
Chi può rifiutare il lavoro notturno?
La madre di un figlio sotto i tre anni o, in alternativa, il padre convivente; il genitore unico affidatario di un figlio sotto i dodici anni; i genitori adottivi o affidatari nei primi tre anni; chi ha a carico una persona con disabilità ai sensi della legge 104/1992. In gravidanza e fino a un anno di età del bambino il lavoro dalle 24 alle 6 è vietato.
Ogni quanto si fanno le visite per il lavoro notturno?
Almeno ogni due anni, a cura e a spese del datore di lavoro, oltre al controllo preventivo (art. 14).
Un turno dalle 22 alle 6 conta su quale giorno?
Nel calcolatore conta per intero nel giorno in cui inizia. Per la busta paga e per il CCNL possono valere regole diverse sulla giornata a cui attribuire le ore.